Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. (Giovanni 8:36)
Al giorno d’oggi, molte persone si definiscono “liberate”: liberate finalmente dai vecchi tabù, dai formalismi religiosi senza senso, dalle convenzioni che impongono loro comportamenti contrari alle loro idee …
In realtà, essersi “liberati” dalle regole morali o sociali, giudicate superate, significa spesso trovarsi prigionieri delle devianze, delle aberrazioni e delle perversioni più profonde dell’essere umano, che esplodono senza freno.
Si proclama la propria liberà, ma si è schiavi dell’orgoglio, dell’egoismo, delle passioni; in nome della libertà un numero sempre più elevato di persone è schiavo delle droghe, dell’alcol, del sesso …
La liberalizzazione dei costumi è una trappola per il nostro essere interiore, perché incoraggia il male che c’è in ognuno di noi a prendere il sopravvento.
Il Signore Gesù è il grande liberatore; Egli ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e anche dalla potenza del male. Con Lui possiamo vincere le nostre inclinazioni malvagie e cambiare le nostre cattive abitudini. Non solo; con Lui troviamo la forza per compiere il bene, per amore verso Dio e verso il nostro prossimo.
Da oltre duemila anni, Gesù si presenta agli uomini come colui che libera. Egli non incatena ad una religione e non obbliga nessuno a seguirlo, ma fa sì che per la gioia di averlo conosciuto ci attacchiamo a Lui per seguirlo e per servirlo. Solo in Lui possiamo scoprire la via della vera libertà.
Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio. Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. Contro tali cose non vi è legge. (Galati 5:19-23)


