Definiamo volentieri la libertà come la possibilità di realizzare tutti i nostri desideri e tutte le nostre ambizioni; ma a questo punto non siamo forse in procinto di confonderla con il rifiorire del nostro egoismo, frenato in noi da un minimo di leggi e di principi?
Infatti dobbiamo riconoscere che il cuore dell’uomo è governato da uno spirito d’orgoglio e di concupiscenza nefasti che lo spinge a delle scelte e a degli atteggiamenti che servono innanzi tutto alla propria causa.
Riflettendo onestamente sulle nostre vere motivazioni, dobbiamo constatare che siamo in primo luogo schiavi di noi stessi, e questa schiavitù ci spinge a ostentare tutto un arsenale di azioni e di reazioni che, in fondo, governano la nostra vita.
La società, sulla quale si basano i nostri criteri e i nostri punti di riferimento, non è in grado di condurci verso la felicità e la libertà interiore, poiché i suoi valori si allontanano in modo fondamentale dai nostri veri bisogni.
Gesù Cristo ha rotto le catene della nostra schiavitù spirituale trionfando sulla morte per mezzo della risurrezione. E’ per ciascuno di noi che Gesù Cristo è morto sulla croce e che è risuscitato. Questa verità è di gran lunga l’avvenimento più straordinario e più importante della storia dell’umanità!
Gesù risuscitato ci apre un cammino nuovo verso Dio, liberandoci al tempo stesso dall’io, dal peccato e dalla morte eterna.
Ma chi esamina attentamente la legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera in essa, non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell’opera, costui sarà beato nel suo operare. (Giacomo 1:25)



