E, quando giunse l’ora, egli si mise a tavola, e i dodici apostoli con lui. Allora egli disse loro: «Ho grandemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire, poiché io vi dico che non ne mangerò più finché abbia il suo compimento nel regno di Dio». (Luca 22:14-16)
I dodici sono presenti, Giovanni è molto vicino al Signore, e così pure Giuda, visto che il Signore gli ha porto il boccone. Da una parte “l’amore”, dall’altra “l’odio”. Pietro è un po’ più lontano. Il suo cuore è occupato molto più del proprio amore per il Signore, che dell’amore del Signore per lui.
Pietro gli disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te». (Giovanni 13:37)
L’eccessiva fiducia in se stesso lo porterà al rinnegamento.
Il Signore aveva appena detto: “Uno di voi mi tradirà”; allora Giovanni chiede: “Signore chi è?” In Matteo 26:25 Giuda dice: “Sono forse io, Maestro?” Non lo chiama Signore. “Nessuno può dire: Gesù è il Signore! se non per lo Spirito Santo” (1 Corinzi 12:3)
Il traditore aveva trascorso tre anni in compagnia del Figlio di Dio. C’è forse anche fra noi qualcuno che dice di conoscerlo ma che in realtà non gli appartiene?
Gesù, nel suo spirito, ne è profondamente turbato (v. 21). E, cosa terribile, dopo che ebbe preso il boccone satana entrò in Giuda. Il Signore aveva detto: “Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato”. Subito Giuda esce nella notte profonda, nella notte eterna; e il Signore può dire: “Ora il Figlio dell’uomo è glorificato” (v.31). E di lì a poco, alla croce, la sua gloria brillerà di un fulgore unico.
Adoriamolo e ringraziamolo con tutto il cuore!



