Mi occorrono delle certezze

E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai».  (Genesi 2:16-17)

L’uomo ha bisogno di certezze. Dove le troverà se non nella Parola di Dio? Il “per certo” pronunciato da Dio, si riferisce al salario del peccato: “per certo morrai”. Il diavolo ha immediatamente affermato il contrario: “No, non morrai affatto” (Genesi 3:4).

Chi aveva ragione? L risposta ai nostri cimiteri!

Siamo dunque sicuri che tutti gli altri “certo” o “certamente” che la Sacra Scrittura contiene, si verificheranno altrettanto puntualmente. Il Salmo 39 ne contiene parecchi veramente sconfortanti: “Certo, ogni uomo, benché saldo in piedi, non è che vanità” (v.5). Oggi in piedi, sarà domani anche lui coricato in una tomba.

L’uomo è re solamente per un’ora ed è simile ad un commediante obbligato a togliere la sua corona e il suo travestimento non appena recita la sua parte.

Certo, l’uomo va e viene come un’ombra; certo, s’affanna per quel ch’è vanità; egli accumula ricchezze, senza sapere chi le raccoglierà. (Salmi 39:6)

Qui non abbiamo solo l’attore, ma la scenografia. La terra, scena del grande dramma umano, passerà anch’essa. Per questo merita, forse, che i nostri cuori vi si attacchino talmente?

Questa volta si tratta dell’opera stessa. Di questa agitazione convulsa, che cosa resterà per l’eternità? Nulla, all’infuori di un giudizio che Dio eserciterà sull’uomo in base a come si è comportato durante la sua vita.

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