Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. (1 Corinzi 15:3-6)
Ci si ribella, giustamente, quando certi storici, negano lo sterminio degli Ebrei da parte dei nazisti. Eppure il fatto non è così lontano nel tempo, ed esistono prove inconfudabili, oltre alla testimonianza dei sopravvissuti ai campi di concentramento.
La falsificazione della storia non è una novità. L’evangelista Matteo ci racconta che i responsabili di Gerusalemme, non volendo che l’avvenimento della risurrezione di Gesù fosse conosciuta dal popolo, hanno corrotto dei soldati perché dicessero che i Suoi discepoli erano venuti di notte a trafugare il Suo corpo.
Ed essi, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute e quella diceria è stata divulgata tra i Giudei fino ad oggi. (Matteo 28:15)
La realtà della risurrezione di Gesù benché confermata da centinaia di testimoni e dagli storici del tempo, è ancora oggi negata da molti, anche nei paesi cristianizzai.
La risurrezione del Signore è un dei fondamenti della fede cristiana, è la prova che la giustizia di Dio è stata soddisfatta dal sacrificio di Suo Figlio, e assicura il perdono dei peccati e la vita eterna a chi si affida a Lui.
Riflettiamo! La verità storica è quella che è; il negarla non cambia le cose. Allora, invece di mettere in dubbio la risurrezione di Gesù Cristo, pensiamo alla conseguenza di questo fatto, unico nella storia.
E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l’opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno, sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia. Già designato prima della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi; per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio. (1 Pietro 1:17-21)




