E tutti gli rendevano testimonianza e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». (Luca 4:22)
Gesù era a Gerusalemme. Aveva esclamato:
Or nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù si alzò in piedi ed esclamò dicendo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. (Giovanni 7:37)
I Giudei erano divisi sul suo conto; e i suoi nemici più accaniti, i capi religiosi del popolo, avevano mandato delle guardie per arrestarlo. Ma, sentendolo parlare, le guardie non avevano osato prenderlo. Quando furono di ritorno, i loro capi irritati protestarono:
Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei, e questi dissero loro: «Perché non l’avete portato?». Le guardie risposero: «Nessun uomo ha mai parlato come costui». (Giovanni 7:45-46)
Questa voce, quella di Gesù di Nazareth, l’uomo disprezzato e respinto, non è più stata udita sulla terra perché il Signore, risorto, è salito in cielo. Quando Egli ritornerà, la sua voce sarà quella del Capo, del Giudice, del Re, che si farà conoscere e farà tremare i suoi nemici.
Ma le parole di grazia e di verità che ha fatto udire ci sono state conservate nel Vangelo. Chi le legge, se è sincero, non può che dire come le guardie:
“Nessuno parlò mai come quest’uomo!”
Nessuno filosofo, nessuno pensatore, nessun uomo di Stato, nessuno ha mai parlato né parlerà mai come lui. Sono delle parole di vita, splendenti nella loro magnifica semplicità. Non fanno appello alla logica umano, alla ragione, ma s’impongono al cuore e allo spirito. I precetti che proclamano si elevano ben al di sopra di ciò che il mondo conosce.
Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada. (Ebrei 2:1)



