Non voglio dimenticare

Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». (1 Corinzi 11:23-24)

Si narra che un generale degli Stati Uniti aveva posto la sua candidatura al Senato. Quando il nome del generale doveva essere posto nella lista dei candidati, fra gli uomini influenti del comitato elettorale del suo partito si trovò un suo ex commilitone.

Per divergenze sorte una volta fra loro è che avevano dato origine a diverbi e ad un certo rancore fra i due, era ora chiaro che il generale non poteva aspettarsi dall’altro un voto favorevole alla sua candidatura.

Ma quando era in corso la votazione decisiva, l’ufficiale guardò il generale seduto in prima fila sul podio. Il suo sguardo si posò su una cicatrice sul volto di lui, un segno del suo coraggio e dei dolori sofferti quando, in una battaglia, aveva messo in pericolo la propria vita. Si sentì colpito nella coscienza. Vedendo la cicatrice dell’uomo che aveva combattuto al suo fianco, commosso, esclamò: “Io non posso essere contro di lui; avevo dimenticato le sue ferite”.

Spesso dimentichiamo le ferite che il nostro Salvatore ha sopportato per te e me sulla Croce. La sua fronte fu punta dalla corona di spine, i chiodi traforarono le sue mani e i suoi piedi ed una lancia gli trapassò il fianco. Voglia farci Iddio grazia di non dover mai dire nella nostra vita: “Ho dimenticato le sue ferite!”.

S.D.C.

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