Nuova scala di valori

Un giorno, sulla via di Damasco, Saulo da Tarso ha incontrato Colui che ha stravolto la sua vita e completamento trasformato la sua scala di valori. La visione celeste, questa “luce più sfolgorante che lo splendore del sole”, ha illuminato le profondità del suo essere.

Colui che lo interpella dal Cielo è proprio quel Gesù che egli perseguita con tutto l’odio di cui è capace, accanendosi contro i Suoi discepoli.

Da quel momento egli apprezzerà tutte le cose al chiarore di questa luce nuova e divina. Fino a quel momento, Saulo di Tarso, il futuro apostolo, era considerato “irreprensibile”, ma non era che un apparenza; sotto la luce divina, egli si è visto come “il primo dei peccatori”.

Quelle che riteneva le prerogative qualificanti della sua razza, della sua setta, e della sua religione, i suoi privilegi personali, tutto è ridimensionato al suo reale valore: “una perdita”.

Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede, per conoscere lui, Cristo, la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, se in qualche modo possa giungere alla risurrezione dai morti. (Filippesi 3:8-11)

Tutte queste cose le stima come spazzatura, da destinare ai rifiuti. Così facendo, cosa ha guadagnato? Cristo stesso! Nella contemplazione e nell’amore di una persona che riempie il cuore, la rinuncia di sé stesso si compie naturalmente.

In vista di che o piuttosto per chi Paolo ha rinunciato a tutti i suoi vantaggi? E’ necessario insistere tanto su ciò a cui è importante rinunciare nella vita cristiana? Si, perché è per meglio conoscere la persona che si ama al di sopra di tutto.

Conoscere personalmente, intimamente, Cristo Gesù, “il nostro Salvatore”! Non è una conoscenza teorica, ma vissuta, sperimentata, la conoscenza di Colui che ha ogni autorità sulla nostra vita e col quale gioiamo di una dolce comunione.

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