Benché non lo abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della vostra fede: la salvezza delle anime. (1 Pietro 1:8-9)
Con il trascorrere del tempo, i traguardi e gli obiettivi che un uomo si prefigge, possono essere persi di vista o addirittura dimenticati. Difficile da credere, ma “deviare” dalla strada maestra può accadere anche a coloro che hanno instaurato un personale rapporto con Dio.
Il versetto biblico odierno ci porta a considerare che, come cristiani, fraintendiamo spesso lo scopo di Dio per la nostra vita. Il fine delle nostra fede è la salvezza dell’anima, e non altro. Purtroppo, la schiera di coloro che “usano” la fede per fini personale è molto vasta.
Molti, ai giorni del Signore lo seguivano perché lo avevano visto moltiplicare pani e pesci. Molti, ai giorni nostri, lo seguono per la medesima ragione: hanno cominciato a seguirlo perché hanno appreso che Egli guarisce, libera, acquieta le tempeste e resuscita persino i morti.
Accade sovente però, che, chi dimentica quale sia il fine della fede, rimane deluso qualora Gesù abbia scelto di operare diversamente.
Egli è in grado di liberarci e preservarci da qualsiasi tempesta. Ma se decidessi di non farlo, rimarresti a Lui fedele?
Anche se questo non accadesse, sappi, o re, che comunque noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai fatto erigere. (Daniele 3:18)




