Subito dopo Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo all’altra riva, mentre egli licenziava le folle. Dopo averle congedate, salì sul monte in disparte per pregare. E, fattosi sera, era là tutto solo. (Matteo 14:22-23)
Gesù nel frattempo era assente dai discepoli, ma aveva promesso di raggiungerli; questi ultimi vendendolo camminare sull’acqua, si turbarono e gridarono di paura.
Alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. I discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!». E si misero a gridare dalla paura; ma subito Gesù parlò loro, dicendo: «Rassicuratevi; sono io, non temete!». (Matteo 14:25-27)
Da questo racconto possiamo trarre un’utile lezione: cosa avvenne quando si avvicinò alla barca? “Spaventi e grida!” Non lo erano tanto per la tempesta, quanto nel vedere Gesù.
Purtroppo, se si è occupati e ansiosi per circostanze avverse, queste possono afferrare le nostre anime come in una morsa; allora, invece d’essere pieni di gioia al pensiero che Egli viene, i cuori sono atterriti e tremano.
Se l’animo del credente si trova a terra, spossato… che ne sarà, allora quando Cristo tornerà?
E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria. (Matteo 24:30)
Ogni volta che ci lasciamo distogliere dal Signore, preoccupati per i giorni attuali, e in apprensione per l’avvenire, perdiamo di vista la sua prossima venuta. Allora, sarà come l’apparizione di un “fantasma?” Agli impreparati, capiterà di gridare di paura invece di rallegrarsi.
In questa vita ci cono molte cose che fanno paura, tuttavia, Gesù vuole che noi fissiamo lo sguardo su Lui non temendo nulla.




