Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. (Matteo 28:18)
“Chi è lei?” Domanda più che naturale quando si è di fronte ad uno sconosciuto. Domanda a cui non sempre si risponde volentieri. Non è tanto il nostro “curriculum vitae”, né quello che facciamo, che definisce chi siamo, ma piuttosto a chi apparteniamo, a chi appartiene la nostra vita.
Se non hai delle relazioni personali con Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, allora appartieni a questa terra che va incontro ad un giudizio terribile, annunciato dalla Parola di Dio.
Obietterai che hai dei doveri legati al lavoro, degli obblighi verso la famiglia, oppure ti senti vincolato dalla causa che hai abbracciato. Certamente, tutto questo è importante, ma nell’eternità che cosa rimarrà della tua vita, per quanto legittime siano le tue aspirazioni e le tue attività?
Sì, l’essenziale è a chi apparteniamo. Poco importa la posizione sociale, l’origine etnica, le scelte politiche! Gli uomini fanno molte differenze, ma per Dio ci sono solo due classi di esseri umani: quelli nati di nuovo per la fede in Gesù Cristo, e quelli ancora lontani da lui.
Gesù Cristo non si presenta come un padrone esigente, ma come il Redentore che ci libera dalla potenza del male e dal giudizio di Dio. Sacrificando la sua vita alla croce, egli ha riscattato quelli che ora sono felici di riconoscerlo come loro Signore.
Gesù vuole che lo accetti come tuo Salvatore. Dipende solo da te appartenere a lui. Allora, quando sarai “del Signore” conoscerai una pace profonda e avrai una speranza celeste.
Nessuno di noi infatti vive per se stesso, e neppure muore per se stesso, perché, se pure viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore; dunque sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. (Romani 14:7-8)



