Pazzia

Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:21-24)

Un certo Karl Menninger ha scritto un libro “What Ever Became of Sin?” (Cosa è mai successo al peccato?”) in cui parla di un uomo col viso serio e ben vestito che, nella città di Chicago, in una giornata di sole del 1972, puntava il dito ai passanti e ripeteva a tutti: “Colpevoli!”

L’effetto di quest’azione sui passanti era senza dubbio negativo, osservavano per un attimo il loro accusatore, esitavano un po’, poi si voltavano e se ne andava gettando velocemente qualche altro sguardo impaurito e commiserativo verso l’uomo mentre si allontanavano. Anche se quell’uomo fosse stato pazzo, come molti pensavano, si sarebbe trattato di un pazzo che diceva la verità.

In effetti, ogni persona a cui puntava il dito, ed ognuno di noi, era realmente “colpevole”, poiché il peccato è un’affezione universale. “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”, e poi, il peggiore tipo di insanità mentale è quella di negare la realtà. La nostra realtà è di essere colpevoli, di vivere nel peccato e nell’incredulità. Festo accusò l’apostolo Paolo di pazzia mentre quest’ultimo diceva le verità di Dio, ma, respingendo, il vero pazzo fu lui.

Attraverso la propria sapienza, l’umanità non è mai riuscita a conoscere Dio e Paolo ne fa la sua amara scoperta con i “sapienti” del suo tempo ed in seguito può anche dire: “Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione” (1 Corinzi 1:21).

Non è mai pazzia prendere Dio in parola!

Mentr’egli diceva queste cose in sua difesa, Festo disse ad alta voce: «Paolo, tu vaneggi; la molta dottrina ti mette fuori di senno». Ma Paolo disse: «Non vaneggio, eccellentissimo Festo; ma pronuncio parole di verità, e di buon senno. (Atti 26:24-25)

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