Per una sola pietanza

Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati; che nessuno sia fornicatore, o profano, come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. (Ebrei 12:14-16)

A quei tempi la benedizione legata al diritto di primogenitura consisteva in una parte doppia dell’eredità e nella facoltà di fungere da sacerdote della famiglia in assenza del padre. Rappresentava anche un profondo privilegio, da stimare e tenersi ben stretto. Eppure la primogenitura passò in un istante, e nel modo più vile, da Esaù al fratello Giacobbe.

Si potrebbero avanzare critiche sul metodo utilizzato da Giacobbe per fare proprio il privilegio che apparteneva a suo fratello, ma il fatto sostanziale è che egli riuscì a ottenerlo per la considerazione che nutriva verso le benedizioni divine.

Troppo facilmente le verità divine e la coerenza cristiana vengono svendute o barattate con quello che pare saziare subito le nostre voglie. Se potessimo comprendere quanti e quali siano i beni divini, nel tempo e nell’eternità, non saremmo affatto disposti a scambiarli con delle cose banali ed effimere.

Il Padre celeste illumini gli occhi del nostro cuore, affinché valutiamo quale sia la ricchezza della gloria dell’eredità a cui ci ha chiamati, apprezzando e scegliendo così le cose migliori, a ogni costo.

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