Quale libertà?

In Francia, dall’anno 1789, la libertà è simbolizzata dalla presa della Bastiglia. Come il popolo di Parigi, dietro alla parola libertà, ciascuno vede il suo proprio problema: sfuggire a una costrizione imposta dai superiori gerarchici, per mezzo di orari e di esigenze amministrative…

In effetti , si può essere liberati da tutte queste costrizioni, senza essere  nonostante ciò veramente liberi. Poiché la libertà, nel senso più profondo del termine, concerne la vita interiore. Non si limita alla possibilità di sottrarsi alla “routine” di tutti i giorni, o alla corsa sfrenata della vita moderna per compiacere a sé stessi.

No, nella sua essenza, la libertà significa essere liberi di vivere la propria vita nel senso più gratificante possibile: il potere di essere guidati dal bene e secondo Dio.

In questo senso, non siamo realmente liberi se non quando Dio ci dà una vita nuova che trova tutta la sua gioia nel fare la Sua volontà. Libertà indissolubilmente legata all’ascolto obbediente della Parola di Dio e alla comunione con Cristo.

Il Signore Gesù ci dà l’esempio più grande di come l’uomo può vivere una tale vita. Egli ha costantemente e liberamente scelto di fare la volontà del Padre, trovandovi una profonda gioia.

La sua personalità era sempre serena, nonostante l’ostilità, l’ingiustizia e l’umiliazione. La sua libertà si è espressa fino al sacrificio di sé stesso, per amore verso il padre e verso ciascuno di noi.

Ora il Dio della pace, che in virtù del sangue del patto eterno ha fatto risalire dai morti il Signor nostro Gesù Cristo, il grande Pastore delle pecore, vi perfezioni in ogni buona opera, per fare la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. (Ebrei 13:20-21)

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