Sete dell’anima

Una missione di Saint Exupery, noto scrittore francese ed esperto pilota di aerei, diventa un dramma: è costretto ad atterrare in pieno deserto. Lui e il suo co-pilota camminano, comminano… divorati dalla sete.

Sono ormai molto vicini alla morte quando incontrano dei Beduini. Possono finalmente bere!

“Bevevamo pancia a terra, con la testa nella bacinella… L’acqua! Acqua, non sei solo necessaria alla vita, sei la vita stessa. Sei la ricchezza più grande. Per grazia tua si aprono tutte le sorgenti esaurite del nostro cuore”.

Bella descrizione dell’acqua, riportata nel suo libro “Terra degli uomini”.

La Bibbia evoca lo stesso argomento: la sete e l’acqua. Ma in questo caso si tratta della sete dell’anima.

Tutti abbiamo sete di certezze in un mondo che ha perso ogni riferimento: sete di consolazione, di valori che resistono al tempo, di risposte alle domande fondamentali dell’uomo:

“Chi sono? Dove vado?”

Nella Parola di Dio udiamo la voce di Gesù Cristo che si rivolge a tutti quelli che provano tale sete.

Or nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù si alzò in piedi ed esclamò dicendo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. (Giovanni 7:37)

Bere significa avvicinarsi con fiducia a Gesù che ci ama così come siamo. E’ credere quello che ci dice di sé, di noi stessi. Solo queste parole possono estinguere la nostra sete spirituale, perché sono grazia e verità nello stesso tempo.

Il penultimo capitolo della Bibbia rinnova quest’offerta di Gesù Cristo:

E mi disse ancora: «È fatto! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’acqua della vita. (Apocalisse 21:6)

Quest’acqua della vita è offerta a tutti, anche a te, accetta questo dono oggi stesso.

 

 

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