In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (1 Tessalonicesi 5:18)
Non c’è nulla che colpisce di meno la nostra attenzione di un beneficio continuo nel tempo. Bere acqua a piacere, respirare aria pura, essere in buona saluta… tutto questo lo dobbiamo a Dio.
Ma la riconoscenza dovrebbe essere preceduta dallo stupore!
Quando il Signore ci esaudisce, gli diciamo grazie? I ringraziamenti dovrebbero formare come la tela di fondo delle nostre preghiere ed anche della nostra vita intera.
La riconoscenza è un atteggiamento interiore, sono i pensieri costantemente rivolti a Dio e, di conseguenza, pieni di lode. Tale è stata la vita del Signore Gesù come uomo sulla terra.
Riceveva tutto dal Padre, perfino le parole che pronunciava. Faceva salire incessantemente verso il Padre il suo amore e la sua riconoscenza.
Scrivendo: “In ogni cosa, rendete grazia”, l’apostolo Paolo c’invita a dire grazie non solo per ogni bontà di Dio di cui siamo coscienti nel corso del tempo, ma anche nei piccoli contrattempi o nelle grandi prove, avendo una tranquilla fiducia in Dio e la convinzione che “tutte le cose cooperano al bene di quelli che camano Dio” (Romani 8:28).
E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. (Colossesi 3:15)



