Io risposi: “Chi sei, Signore?”. Egli mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti”. Or quelli che erano con me videro sì la luce e furono spaventati, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. Io dissi: “Signore, che devo fare?”. Il Signore mi disse: “Alzati e va’ a Damasco, là ti sarà annunziato tutto quello che ti è ordinato di fare”. (Atti 22:8-10)
L’apostolo Paolo, al momento della sua conversione, ha posto al Signore che gli parlava dal cielo queste due domande essenziali.
Anche noi dobbiamo chiederci chi è Gesù per noi. Non possiamo negare che sia esistito, perché molti autori ebrei, pagani, cristiani, hanno testimoniato, duemila anni fa, della sua esistenza. All’apparenza, Cristo era un uomo simile ai suoi contemporanei, ma in realtà era molto più di questo.
Qui sta la vera questione. Quale è il nostro atteggiamento di fronte a ciò che dice la Bibbia, vale a dire che Gesù Cristo è Dio fatto uomo, che è venuto dal cielo e che, dopo la sua morte, è risuscitato ed è vivente in eterno?
Hai letto i Vangeli? In essi trovi le affermazioni di Gesù, sorprendenti e a volte anche ardite; tra le sue parole e i suoi atti vi era sempre assoluta coerenza. I suoi miracoli ci mostrano la potenza soprannaturale che c’era in Lui e mettono in risalto la sua missione: salvare l’umanità.
La sua straordinaria personalità, la sua forza, la sua dolcezza e la sua perfezione morale, dimostrano che Egli era unico. Anche la sua risurrezione, dettagliatamente descritta nei Vangeli, è stata confermata in modo convincente da un gran numero di testimoni di diversa estrazione sociale.
Se riconosciamo che Gesù è davvero il Figlio di Dio, nel nostro cuore deve sorgere spontanea un’altra domanda: “Signore, che devo fare?” Ed Egli ci risponderà invitandoci ad andare a Lui così come siamo e a ubbidirgli. La buona notizia dell’Evangelo ci dice che Gesù Cristo è morto per pagare per i nostri peccati affinché Dio ci possa perdonare e noi viviamo felici, consacrati a Lui, manifestando il suo amore a tutti gli uomini.
Egli ci invita a lasciargli la guida della nostra vita perché solo così avrà un senso e Dio potrà riempirla delle sue benedizioni.
Questa infatti è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui, abbia vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». (Giovanni 6:40)



