Soddisfatti

Tutte le cose richiedono fatica, più di quel che l’uomo possa dire; l’occhio non si sazia mai di guardare, né l’orecchio è mai sazio di udire. (Ecclesiaste 1:8)

Dove trovare in questo mondo delle persone soddisfatte? Da ogni parte si rivendica qualcosa. E coloro che, per il benessere di cui godono, non dovrebbero avere nulla da rivendicare, spesso sono i più avidi e i più scontenti.
Che questa insoddisfazione sia evidente ce lo mostrano molto bene le innovazioni continue nel capo della moda, nei divertimenti, nell’alimentazione, nell’occupare il tempo libero.

Abbiamo molta fantasia nell’inventare sempre nuovi metodi per divertirsi, per stare allegri, per ridere. Ridere fa bene alla salute, si dice; addirittura, pensa qualcuno, scaccia angoscia e delusioni!

Salomone ha dipinto questo quadro nel libro dell’Ecclesiaste. Egli paragona questo tipo di allegria allo “scoppiettio dei pruni sotto una pentola”, gioie che svaniscono in un batter d’occhio, perché anche i piaceri più seducenti sono effimeri.

Vale più udire la riprensione del saggio, che udire la canzone degli stolti. Infatti qual è lo scoppiettio dei pruni sotto una pentola, tal è il riso dello stolto. Anche questo è vanità. (Ecclesiaste 7:5-6)

Salomone, nel Libro dell’Ecclesiaste, ripete senza posa queste parole amare: “Vanità della vanità; tutto è vanità”.
Che contrasto con la gioia di chi ha conosciuto Dio per mezzo di Cristo! Egli può dire del Signore:

Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità, riscatta la tua vita dalla distruzione e ti corona di benignità e di compassioni; egli sazia di beni la tua bocca e ti fa ringiovanire come l’aquila. (Salmi 103:3-5)

Poiché egli ha saziato l’anima assetata e ha ricolmato di beni l’anima affamata. (Salmi 107:9)

Anche nella tristezza il credente può essere sereno; se è povero, può essere grado di arricchire gli altri con le vere ricchezze, perché, pur non avendo nulla, possiede ogni cosa.

Noi non diamo alcun motivo di scandalo in nessuna cosa, affinché non sia vituperato il ministero; ma in ogni cosa raccomandiamo noi stessi come ministri di Dio nelle molte sofferenze, nelle afflizioni, nelle necessità, nelle distrette, nelle battiture, nelle prigionie, nelle sedizioni, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni, con purità, con conoscenza, con pazienza, con benignità, con lo Spirito Santo, con amore non finto, con la parola di verità, con la potenza di Dio, con le armi della giustizia a destra ed a sinistra, nella gloria e nel disonore, nella buona e nella cattiva fama; come seduttori, eppure veraci; come sconosciuti, eppure riconosciuti; come morenti, eppure ecco viviamo; come castigati, ma pure non messi a morte; come contristati, eppure sempre allegri; come poveri eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo tutto. (2 Corinzi 6:3-10)

Chi è felice e soddisfatto, perché ha trovato tutto in Cristo dice:

Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. (Efesini 2:14-16)

Or sia ringraziato Dio per il suo dono ineffabile. (2 Corinzi 9:15)

Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato. Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che non possiamo portarne via nulla, ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti. (1 Timoteo 6:6-8)

Leave a Reply