La speranza

Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca. Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza. (Salmi 23:1-4)

Poco tempo prima della sua morte, un filosofo ateo era in uno stato di profonda disperazione. Gli si attribuiscono queste parole: “So che dovrei morire con la speranza di ottenere qualche cosa di migliore, ma la speranza deve avere un fondamento e io non ne ho nessuno”.

Al contrario, il patriarca Giobbe aveva una speranza sulla quale fondava la sua fede. Pur soffrendo intensamente e non sapendo se sarebbe guarito, diceva: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio” (Giobbe 19:25-26). Anche se la sua sofferenza lo angosciava e lo portava a chiedersi cose che rimanevano senza risposta, egli sapeva e credeva nel suo Redentore.

Molti credenti potrebbero provare angoscia di fronte alla morte; ma il Signore, anche in quei ultimi momenti, dona loro la pace e la speranza della risurrezione, e accorda loro la grazia di morire con la certezza di essere sempre con Lui.

Chi crede nel Signore Gesù sa che il suo Salvatore è morto sulla croce e che poi è risuscitato, vincitore sulla morte. Questa è la base della sua fede: poiché il nostro Redentore è risuscitato, anche noi risusciteremo un giorno per vivere eternamente con Lui. Il nostro futuro glorioso e la nostra speranza sono una realtà, già resa attuale dalla fede.

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