Ubbidienza benedetta

Guardate, io metto oggi davanti a voi la benedizione e la maledizione: la benedizione se ubbidite ai comandamenti del SIGNORE vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti del SIGNORE vostro Dio, e se vi allontanate dalla via che oggi vi ordino, per andare dietro a dèi stranieri che voi non avete mai conosciuto. (Deuteronomio 11:26-28)

Dopo avere peregrinato quarant’anni nel deserto, il popolo stava per entrare in Canaan. Ora Israele sapeva che l’ubbidienza alla Parola di Dio era l’unico modo per essere certi della Sua presenza e per godere delle Sue benedizioni.

L’importanza dell’ubbidienza era stata evidenziata diciannove volte nelle istruzioni per la costruzione del Tabernacolo. Ora Mosè rinnovava i contenuti della legge.

Non c’è alcuna via di mezzo! Non si può scegliere a cosa ubbidire e in quale misura essere approvati. Il comandamento divino non è il sacrificio da compiere per farci meritare il favore divino, il prezzo per essere benedetti, ma è la chiave per aprire i tesori celesti, per gustare una vita esuberante nel Signore. Nell’epoca della grazia, il credente ha già ricevuto ogni bene in Cristo, immeritatamente.

Pertanto, non limitiamoci a pregare per essere benedetti, ma allarghiamo il cuore per essere ubbidienti alla Sua Parola, confidando nella perfetta benevolenza divina. Allor Dio avrà cura di approvarci e benedirci continuamente.

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