Uguaglianza fra il Figlio e il Padre

Per questo i Giudei più che mai cercavano d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù quindi rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso fare cosa alcuna, se non ciò che vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente. Perché il Padre ama il Figlio, e gli mostra tutto quello che egli fa; e gli mostrerà opere maggiori di queste, affinché ne restiate meravigliati. Infatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio vivifica chi vuole. Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. (Giovanni 5:18-23)

Gesù ha dichiarato apertamente la Sua assoluta unità col Padre, anche se il fatto di farsi uguale a Dio indignava i Giudei. Possiamo considerare questa unità sotto molti aspetti.

Unità nella volontà e nell’azione: la volontà di Gesù si dimostra perfettamente compiendo quella del Padre. Il Padre ordina e il Figlio ubbidisce: due volontà perfettamente unanimi. Dio ha mandato il Figlio sulla terra a compiere l’unico sacrificio in grado di salvare l’uomo, e il Figlio ha lasciato la gloria del cielo, è venuto sulla terra ed ha accettato di morire su una croce.

Unità nell’amore: l’amore del Signore si è manifestato nei miracoli da Lui compiuti in favore dei sofferenti, ma soprattutto quando ha accettato volontariamente di caricarsi dei peccati degli uomini per dare una salvezza eterna a chi gli crede.

Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio». (Giovanni 10:17-18)

Unità nel giudicare: il giudice di tutta la terra è Dio ma ha affidato questo compito al Figlio Gesù costituendolo giudice dei vivi e dei morti.

E ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. (Atti 10:42)

Unità nel diritto all’onore: Dio ha il diritto di essere onorato dalle Sue creature, ma anche il Figlio è degno del medesimo onore.

Essi dicevano a gran voce: «Degno è l’Agnello, che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode. (Apocalisse 5:12)

Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. (Filippesi 2:9-11)

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