Un duro addestramento

Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato. (1 Corinzi 9:26-27)

Per le reclute dell’esercito romano, l’addestramento iniziava con una serie di marce massacranti: si dovevano percorrere 30 km in 5 ore al cosiddetto “passo militare” e 36 km nello stesso tempo a “passo veloce”, portando con sé 20 kg di equipaggiamento completo e l’armamento individuale. L’addestramento al combattimento iniziava non appena la recluta aveva raggiunto un sufficiente stato di forma fisica.

Successivemnte, il legionario veniva addestrato duramente al combattimento con qualsiasi tipo di arma e per fronteggiare qualunque evenienza: doveva essere un abile nuotatore, saper montare a cavallo, tirare con l’arco e con la fionda, lottare a mani nude e con pietre o bastoni.

Al termine del periodo di addestramento la recluta pronunciava in un’apposita cerimonia solenne il giuramento di fedeltà all’Imperatore, al cospetto dell’aquila della Legione.

Allo stesso modo, anche il cristiano viene chiamato ad addestrarsi, e spesse volte la sua preperazione è più lunga ed ardua del combattimento che andrà a sostenere. L’addestramento per il servizio cristiano costa fatica, perseveranza e fermezza, ma l’apostolo Paolo afferma che esso è necessario per non essere squalificati.

Che il Signore ci aiuti a perseverare per poter un giorno, alla fine del nostro “addestramento” terreno, comparire davanti a Dio e ricevere il premio destinato a coloro che avranno perseverato fino alla fine.

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