Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?» Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?» Gesù disse: «Io sono; e vedrete il Figlio dell’uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo». (Marco 14:60-62)
Il mondo in cui viviamo è pieno di pessimismo. È ormai uso comune lamentarsi della corruzione politica, del disagio sociale o della crisi economica, aggiungendovi magari una dose di disprezzo per il “colpevole” di turno.
Tanti possono rischiare di rimanere invischiati in questo sterile modo di fare, ma per i credenti è diverso: la Bibbia afferma che in mezzo alla persecuzione, alla confusione, alle guerre, possiamo trovare conforto nella consapevolezza che un giorno Gesù tornerà trionfante con i suoi santi, cioè la chiesa rapita.
Questa sicurezza la possiamo portare con noi a letto dopo una giornata stancante e la possiamo ritrovare al mattino chiedendoci se sarà proprio questo il giorno glorioso del rapimento della chiesa.
Gesù ci dice di rimanere sempre attenti nel farsi trovare pronti, “perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà” (Matteo 24:44). E se tornasse oggi a prenderci, tu sei pronto? Se tra pochi istanti dovessi trovarti a faccia a faccia con il tuo Creatore, hai la sicurezza di poter godere della vita eterna?
Per quanti hanno fatto di Cristo il proprio Signore e Salvatore quel giorno sarà meraviglioso, per chi l’avrà rifiutato sarà terribile. Pensa alla vita eterna, perché Dio ti sta ancora tendendo la mano per afferrarla.




