Pochi giorni dopo il figlio più giovane, raccolta ogni cosa, se ne andò in un paese lontano e là dissipò le sue sostanze vivendo dissolutamente. (Luca 15:13)
Desideravo essere come tutte le altre ragazze. Avevo 20 anni e da 18, per tre volte a settimana, andavo in chiesa: credevo in Dio e lo amavo molto.
Ma le telefonate quotidiane da parte di mie amiche, ogni sera, cominciarono ad alimentare in me una forte insofferenza; volevo sperimentare esperienze di cui sentivo parlare con eccitazione.
Senza accorgermene, stava nascendo in me una ribellione verso tutto ciò che mi vincolava al rispetto di comandamenti, che avevo fino a quel tempo condiviso con entusiasmo.
Mi chiedevo perché la vita di persone che violavano la legge di Dio, non credendo in Lui, fosse spesso più semplice e in apparenza più facile e felice di quanti invece si sforzavano di non cedere a trasgressioni pericolose.
Decisi di prendermi un “periodo di pausa” da Dio! E fu il periodo più infelice della mia vita.
Adesso potevo essere libera, potevo frequentare discoteche, cominciai a fumare e a frequentare compagnie poco edificanti. Ma mi accorsi, ben presto, che quella vita che tanto avevo invidiato e desiderato, era la più deprimente che un uomo possa condurre.
Più esperienze accumulavo, più profondo diventava il vuoto in me, abisso di solitudine, pentimento e voglia di ritornare a chiacchierare con il mio Dio! Mi accorsi che senza Dio la vita perdeva ogni senso.
Niente è più augurabile dell’amore del Padre; sperimentalo e capirai che nulla può essere più desiderabile di una vita in Sua compagnia!




