Quindi parla a lui, dicendo: Così dice l’Eterno degli eserciti: Ecco, l’uomo, il cui nome è il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio dell’Eterno. (Zaccaria 6:12)
Quasi invisibile a occhio nudo, il germe di un granello di frumento ne costituisce la parte più importante. Nel germe si trova la vita della pianta, anzi, la vita di una nuova pianta.
Nell’Antico Testamento troviamo alcune volte e in contesti diversi il termine “Germoglio” per designare il Messia che doveva venire. E’ il “germoglio dell’Eterno, “una radice (o virgulto) che esce da un arido suolo”, un “germoglio giusto”, “un uomo che si chiama il Germoglio”.
Questo linguaggio simbolico, abituale nei Libri dei profeti, fa risaltare l’umiltà del Signore Gesù, ma soprattutto il fatto che Egli è vivente e in grado di dare la vita.
L’umiltà la vediamo nella sua nascita in una famiglia povera, nella fragilità d’un piccolo bambino coricato in una mangiatoia, nella sua vita vissuta con semplicità, nella sua comprensione per i poveri e gli emarginati, e infine nella sua morte su una croce fra due malfattori.
La potenza di vita la vediamo nella sua risurrezione. Paragonandosi a un granello di frumento, il Signore Gesù spiegava che doveva morire per portare del frutto.
In verità, in verità vi dico: Se il granel di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. (Giovanni 12:24)
Il germe del granello è la sua vita; nella terra – figura della morte – il granello stesso scompare e rimane il germoglio che darà luogo a una nuova pianta. Che bell’immagine della risurrezione! la vita che sorge dalla morte, un solo chicco che muore e dà vita a molti chicchi, i credenti, risultato glorioso della morte e della risurrezione del Signore!



