Vi accoglierò presso di me

La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. (Romani 13:12)

E’ singolare il fatto di non vedere, tra i credenti, dell’interesse per quello che è chiamato “il rapimento della Chiesa”, mentre la Parola di Dio, a questo riguardo, ci parla di speranza, di gioia ineffabile e gloriosa.

Così, tra le grandi consolazioni che il Signore Gesù ha lasciato durante il suo soggiorno sulla terra, ce n’è una che dovrebbe avere più impatto nel nostro cuore. E’ la consolazione che ha dato ai suoi discepoli.

Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via». (Giovanni 14:3-4)

La sua promessa rimane, siamo molto vicini al momento in cui, in un istante, in un batter d’occhio, il Signore rapirà la sua Sposa.

Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. (1 Corinzi 15:51-52)

Cristo trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria.

Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa. (Filippesi 3:20-21)

Dal cielo, Egli cerca ancora le pecore perdute; raduna, nutre e ama teneramente quelli che gli appartengono, preparandoli per questo glorioso momento.

Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. (1 Tessalonicesi 4:14-17)

Ignoriamo forse tutto questo? Oppure saremmo insensibili all’imminenza di tale avvenimento? Siamo pronti!

Nell’attesa di quell’istante, il Signore ci metta a cuore la salvezza degli uomini senza speranza! La porta della grazia è aperta ancora per poco, dobbiamo vegliare e pregare affinché molti si rivolgano a Dio per servirlo e aspettare dal cielo Gesù che ci libera dall’ira imminente.

Infatti da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell’Acaia, ma anzi la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo, di modo che non abbiamo bisogno di parlarne; perché essi stessi raccontano quale sia stata la nostra venuta fra voi, e come vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira imminente. (1 Tessalonicesi 1:8-10)

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