Visita inopportuna

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?». (Giovanni 11:25-26)

“Ebbe successo sul piano professionale, e il solo intruso di cui non riuscì a disfarsi fu la morte”. Con queste parole uno scrittore americano termina il romanzo in cui racconta di un uomo che aveva fatto del perseguimento dell’utile la sua regola di vita.

La morte è un’intrusa per l’essere umano. Non è né desiderata né invitata. Quando si avvicina si è spaventati. Di fronte ad essa, ci si può indurire e mostrarsi coraggiosi e indifferenti, ma interiormente ci si sente soli, paralizzati, senza forza. Nessuno, credente o incredulo, riesce a evitare la morte, “il corpo torna polvere”, ma lo spirito dove va? La Bibbia dice: “lo spirito torna a Dio che l’ha dato” (Ecclesiaste 12:9).

A questo punto ci sono due sole alternative: o la vita eterna, se sulla terra si è ricevuto il perdono di Dio, o il giudizio e la condanna eterne se lo si è rifiutato, perché si resta col carico dei propri peccati.

Com’è importante avere delle certezze di fronte a questo passaggio difficile e indifferibile! Purtroppo molte persone, a volte così attente alle cose della terra e alla gestione degli affari, trascurano il proprio futuro eterno!

Per avere la certezza di un’eternità felice, bisogna mettere la propria fiducia nel grande vincitore della morte, Gesù Cristo risorto e vivente. All’apostolo Giovanni ha detto: “Non temere! Io sono il primo e l’ultimo, e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli, amen; e ho le chiavi della morte e dell’Ades” (Apocalisse 1:17-18). La fede in Gesù ci lega a Lui per l’eternità.

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