Vivere alla giornata

Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. (Efesini 2:11-13)

Molte persone sono preoccupate riguardo alla morte e cercano di scacciare quel pensiero il più lontano possibile godendosi la vita, nella speranza che sia lunga e felice. Eppure, a differenza degli animali che non si interrogano sul loro stato di esseri mortali, l’uomo possiede la capacità di riflettere, e questa dote lo porta ad una certezza intollerabile: un giorno morirò.

Di fronte a questo fatto ineluttabile possiamo assumere due atteggiamenti ben differenti tra loro: il primo è di ignorarla; il secondo, è di essere realisti preparandosi ad affrontarla.

Ma in che modo? Ascoltando solo colui che sa cosa c’è “nell’aldilà”.

E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza. (Ebrei 9:27-28)

La Bibbia, Parola di Dio, dichiara che esistono due tipi di risurrezione; una risurrezione di vita e una risurrezione di giudizio.

Non vi meravigliate di questo, perché l’ora viene, in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno; quelli che hanno fatto il bene in risurrezione di vita, e quelli che hanno fatto il male in risurrezione di condanna. (Giovanni 5:28-29)

La morte non è altro che la fine della nostra esistenza terrena, e Dio vuole darci una vita eterna, e questa vita è in Gesù Cristo.

E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. (1 Giovanni 5:11-12)

Per il credente la morte non è altro che un passaggio per entrare alla presenza di Dio. Per chi decide di “vivere alla giornata”, davanti a sé non ha altro che il giudizio eterno.

Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. (Ebrei 10:26-27)

C’è una totale differenza tra il futuro del credente e quello dell’incredulo. Su cosa si basa la tua speranza?

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