Vi è un solo campo nel quale Dio non può bastare a sé stesso: è quello del suo amore. Il suo amore reclama altri esseri all’infuori di Lui, per renderli felici.
Vi è un tale egoismo nel cuore dell’uomo che l’amore di Dio è per lui un enigma ancora più incomprensibile che la sua santità. Gesù non ha mai fatto nulla per sé, e a causa di ciò nessuno l’ha compreso.
Anche se, indubbiamente, la natura umana riveste talvolta degli aspetti simpatici, la Bibbia non ci rivela in nessuna sua parte che siamo degni d’amore, né che vi è in noi la possibilità di essere tali. Essa dichiara, al contrario, che agli occhi di Dio siamo “odiosi, odiandoci gli uni gli altri”.
Anche noi infatti un tempo eravamo insensati, ribelli, erranti, schiavi di varie concupiscenze e voluttà, vivendo nella cattiveria e nell’invidia, odiosi e odiandoci gli uni gli altri. (Tito 3:3)
Odiosi pur avendo tanto bisogno di essere amati, tale è la contraddizione della nostra natura. Questo problema, Dio solo ha potuto risolverlo. In quale modo? Amando gli uomini per primo e amandoli tali quali essi sono.
Se vuoi apprendere ciò che è l’amore divino, pensa alla croce, a Dio che dà il suo Figlio diletto per la salvezza dei suoi nemici, di coloro che sono intenti a sputargli addosso e a inchiodarlo su una croce.
In questo si è manifestato l’amore di Dio verso di noi, che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché noi vivessimo per mezzo di lui. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati. (1 Giovanni 4:9-10)




