Se temete l’Eterno, lo servite e date ascolto alla sua voce, e non vi ribellate al comandamento dell’Eterno, allora voi e il re che regna su di voi seguirete l’Eterno, il vostro DIO. (1 Samuele 12:14)
Al tempo delle persecuzioni che infierirono in Scozia nel XVIII secolo contro i Riformatori, il pastore John Welsh si smarrì sulle montagne mentre si recava ad una riunione di credenti fissata per il giorno seguente. Stava scendendo la notte: egli scorse una casa in lontananza e vi si recò per chiedere rifugio sia che fosse quella di un amico o di un avversario.
Ben presto si accorse dalla conversazione del suo ospite che costui era un nemico dichiarato dei Riformatori e che il suo più ardente desiderio era di far comparire davanti al tribunale un certo John Welsh il cui zelo era vantato da tutti.
Il degno pastore non batté ciglio e si limitò a dire: “Sono in cammino per fermare dei ribelli. So dove trovare John Welsh. Se lei mi vuole accompagnare, glielo consegnerò domani”.
La mattina seguente, i due uomini partirono insieme. Si può indovinare la sorpresa dell’ospite quando si trovò in mezzo a gente riunita per rendere culto al Signore ed il suo stupore aumentò ancora quando vide l’uomo, da lui ospitato il giorno precedente, prendere posto fra i presenti per predicare con la potenza data da Dio stesso.
Terminata la predicazione, l’uomo si avvicinò a Welsh e gli disse: “Lei mi ha detto ieri sera che sarebbe andato ad arrestare dei ribelli, io sono di questi. Mi sono ribellato a Dio, ma la Sua grazia è stata più forte e si è impossessata di me!”
E pensi forse, o uomo che giudichi coloro che fanno tali cose e tu pure le fai, di scampare al giudizio di Dio? Ovvero disprezzi le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e longanimità, non conoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? (Romani 2:3-4)



