Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono istituite da Dio. (Romani 13:1)
I nuovi convertiti, resi “liberi” dalla fede (Galati 5:1) e riconoscendo come “unico Padrone e Signore” Gesù Cristo (Giuda 4), potevano pensare di non essere più obbligati a sottomettersi alle autorità “umane”. Ma Paolo li esorta a sottomettersi, e spiega anche il perché: non vi è autorità se non da Dio.
Le “autorità” sono stabilite da Dio, ma “gli uomini” che occupano i posti di comando sono scelti ed eletti da altri uomini, o vi arrivano in seguito ad atti di forza; ecco perché Pietro le chiama “umane istituzioni” o “autorità create dagli uomini”.
Sottomettetevi dunque per amore del Signore ad ogni autorità costituita: sia al re come al sovrano, sia ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per lodare quelli che fanno il bene, perché questa è la volontà di Dio, che, facendo il bene, turiate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti. (1 Pietro 2:13-15)
Se non vi fosse l’autorità dei genitori nella famiglia, l’autorità dell’insegnante nella scuola o del superiore nei posti di lavoro o dei capi di governo e di tutti gli organi preposti all’emanazione delle leggi e al mantenimento dell’ordine pubblico, la vita in società sarebbe impossibile.
L’ubbidienza alle autorità è ubbidienza a Dio che le ha costituite, e il credente vi si sottomette “per amore del Signore”.
E se le autorità obbligano il credente a comportamenti che Dio proibisce?
In questo caso l’ubbidienza va a Dio, che è l’Autorità suprema. Di fronte all’imposizione delle autorità umane, gli apostoli Pietro e Giacomo risposero che bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini,
Ma Pietro e Giovanni, rispondendo loro, dissero: «Giudicate voi, se è giusto davanti a Dio ubbidire a voi, piuttosto che a Dio. (Atti 4:19)
Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. (Atti 5:29)



