Allora Giacobbe si svegliò dal suo sonno e disse: «Certamente l’Eterno è in questo luogo, e io non lo sapevo». Ed ebbe paura e disse: «Come è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di DIO, e questa è la porta del cielo!». Così Giacobbe si alzò al mattino presto, prese la pietra che aveva posta sotto la sua testa, la eresse come stele e versò dell’olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Bethel, mentre prima il nome della città era Luz. (Genesi 28:16-19)
Quando Giacobbe si svegliò dal sonno, esclamò che Dio era presente in quel luogo. L’esperienza del sogno fu così avvincente, che rinominò quel luogo, Betel; che significa casa di Dio, la presenza di Dio!
Se stai attraversando una penosa e forse dolorosa esperienza, non lasciare che il cuore reagisca contro Dio, bloccando a priori la volontà di Dio per la tua vita.
Egli vuol fare di te qualcosa di speciale.
Allora quegli disse: «Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, poiché tu hai lottato con DIO e con gli uomini, ed hai vinto». (Genesi 32:28).
Dio ha scelto questo modo per farsi conoscere più intimamente da Gicacobbe…
Allora è il caso di cambiare atteggiamento verso di Lui e dire, come Samuele:
Quindi l’Eterno venne, si pose lì vicino e chiamò come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose: «Parla, perché il tuo servo ascolta». (1 Samuele 3:10)
Egli è presente, proprio vicino a ciascuno di noi, e noi, tante volte non ce né rendiamo conto. Egli è li… e ci chiama. Se ci mettiamo nella Sue mano, Egli ci guiderà e ci porterà verso la santificazione.



