Che hai fatto!

Non c’è sortilegio contro Giacobbe, non c’è divinazione contro Israele. Ora bisogna dire di Giacobbe e d’Israele che cosa Dio ha compiuto. (Numeri 23:23)

Primo crimine della storia dell’uomo!

E Caino parlò con suo fratello Abele; quando furono nei campi, Caino si levò contro suo fratello Abele e lo uccise. (Genesi 4:8)

Nessun testimone, quindi l’omicida non rischia nulla … Invece no! Dio lo incontra e gli rivolge una domanda precisa: “Dov’è tuo fratello Abele?». Egli rispose: «Non lo so; sono io forse il custode di mio fratello?». L’Eterno disse: «Che hai tu fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra». (Genesi 4:9-10)

E’ normale che Dio faccia questa domanda all’uomo colpevole, ma come potrebbe un uomo farla a Dio? Eppure è ciò che ha fatto Pilato, molti secoli più tardi della vicenda di Caino; egli ha chiesto a Gesù: «Che hai fatto?» (Giovanni 18:35). Gesù avrebbe potuto rispondere: Come; non lo sai? “I ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano e l’evangelo è annunziato ai poveri” (Matteo 11:5).

E’ ancora la stessa domanda che gli uomini di oggi si pongono riguarda al Signore. La Bibbia risponde che Gesù Cristo ha:”fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce” (Colossesi 1:20); e che “con un’unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati” (Ebrei 10:14).

Il sangue colato dalle Sue ferite, dalle mani, dai piedi, dal costato purifica da ogni peccato chiunque crede: Il sangue di Abele reclamava giustizia, il sangue di Gesù porta il perdono! Alla, cattiveria degli uomini Dio ha risposto con un amore infinito.

Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)

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