Nella croce del calvario noi scorgiamo l’amore di Dio per l’uomo, peccatore. Dio ha fatto in qusto modo un dono, non a degli amici, ma a dei nemici.
Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Romani 5:8)
Il Signore Gesù Cristo portò su di se il peccato dell’uomo, il vituperio, la vergogna e l’infamia morendo su una dura croce come il più vile dei peccatori; in altre parole, Egli si è sostituito a noi per darci la libertà, la salvezza.
Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente; egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti. (1 Pietro 2:23-24)
La morte non poté trattenerlo, perché Egli era, ed è, la vita!
Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai dodici. (1 Corinzi 15:3-5)
Riconoscendo questo grande amore di Dio… cerchiamo di vivere in esso, perché solo così dimoreremo in Dio.




