In ultimo egli mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno almeno rispetto di mio figlio!”. Ma i vignaioli, visto il figlio, dissero fra loro: “Costui è l’erede; venite uccidiamolo e impadroniamoci della sua eredità”. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. (Matteo 21:37-39)
E’ bene ricordarci sempre che il Signore Gesù, in questo mondo in cui viviamo come credenti, è ancora respinto. A volte ci lasciamo ingannare dall’ambiente che ci circonda e pensiamo che il mondo offra qualche lato positivo.
La fede però sa che il mondo, da quando ha crocifisso Gesù, giace sotto la condanna di Dio. Il mondo, anche quando si presenta sotto un buon aspetto, non è comunque sottomesso a Dio, ma a Satana, il principe di questo mondo. Da questo deriva l’errore di molti cristiani che pensano di avere il compito di migliorare il mondo per il Signore.
Il Figlio di Dio è per ora uno straniero su questa terra. Egli non si aspetta un miglioramento delle cose terrene, ma cerca di salvare molti da questo mondo e di riunirli a sé.
Simone ha raccontato come per la prima volta Dio ha visitato i gentili per scegliersi da quelli un popolo per il suo nome. (Atti 15:14)
Dio ha voluto scegliersi un popolo consacrato al suo nome e lo fa ancora oggi. Questo popolo, che gli appartiene ed è preparato per il cielo, cammina ancora per poco tempo come straniero su questa terra, seguendo le orme del suo Signore. Sarà tolto da mezzo alla vanità e all’egoismo di cui è impregnato il mondo.
Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce; voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. (1 Pietro 2:9-10)




