Oggi, gli occidentali sono piuttosto contenti di sé stessi, della loro intelligenza, della loro diplomazia e della loro politica. Dicono: “Noi lavoriamo per la pace del mondo”, ma non ci sono mai state tante guerre.
“Siamo in un tempo di prosperità”, eppure, milioni di persone hanno fame e sono nella miseria.
“Abbiamo creato una moneta unica, il che non si vedeva più dal tempo dell’impero romano”, eppure l’economia non è mai stata così fragile e il mondo degli affari e della politica tanto corrotto.
Ovunque nel mondo, vi sono la sventura e la sofferenza. Perché? Perché la miseria e l’ingiustizia?
La Bibbia ce lo spiega. Ci insegna anzitutto che gli uomini abitavano un giardino meraviglioso dove erano felici vicino a Dio. Ma si sono lasciati ingannare dal diavolo, hanno disubbidito al comandamento di Dio, hanno peccato. E il peccato ha comportato la sofferenza e la morte. A causa del peccato, le dispute e le guerre non sono mai cessate sulla terra.
Ma perché ci sono i cataclismi, le catastrofi naturali, le disgrazie? Dio si occupa della sua creatura, l’ama troppo per trattarla con disprezzo o indifferenza.
Dio infatti parla in un modo o nell’altro, ma l’uomo non ci bada: in un sogno, in una visione notturna, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando stanno assopiti sui loro letti. (Giobbe 33:14-15)
Dio, tramite le circostanze che permette, vuole parlare alla nostra coscienza, risvegliare il nostro cuore per lui, perché nelle prove e nelle sofferenze l’uomo risente maggiormente il bisogno di Dio, e diventa più recettivo al suo Evangelo, il suo messaggio d’amore.
Ecco, Dio fa tutto questo due volte, tre volte con l’uomo, per scampare la sua anima dalla fossa e per illuminarlo con la luce della vita. (Giobbe 33:29-30)



