Queste parole serie e così piene d’amore, sono rivolte dal Signore Gesù a ognuno di noi. Non è commovente che lui, il Signore, che ha diritto di dominare, rimanga fuori e bussi? Si, per lui è tanto importante aver comunione con te e con me!
Forse, tra poco, cesserà questo bussare, quando la porta della salvezza sarà chiusa per sempre. Allora sarà troppo tardi decidere sulla scelta della propria vita.
Oggi il suo richiamo si rivolge a ognuno in particolare: chi non l’ha ancora ricevuto come Salvatore è invitato ad aprirgli il cuore con la fede. E chi lo conosce bene, ma ha perso il suo amore per lui, deve nuovamente lasciarsi riscaldare il cuore dal suo affetto.
Certamente, ognuno di noi, trova alcuni momenti di riflessione per chiedersi in che cosa consiste questo bussare alla nostra porta. Forse ci sono stati uno o più avvenimenti che erano un serio avvertimento. Non dovremmo quindi ascoltarlo?
Forse c’erano anche gioie e benedizioni. Ricordiamoci che anche la bontà di Dio ci guida al pentimento.
Ovvero disprezzi le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e longanimità, non conoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? (Romani 2:4)
Abbiamo ricevuto un invito meraviglioso dal Signore.
Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3:20)
L’ultimo pasto della giornata, gustato nella calma e nella comunione che solo la sera può offrire; la cena, espressione di comunione reciproca, prima della notte imminente.
Questo offre il Signore a quelli che finora sono rimasti fuori. Anche tu sei invitato, se se fai parte di costoro!



