Si parla molto di metodi moderni per svegliare e sviluppare la mente dei bambini, rispettando la loro personalità. Si dice che non bisogna imporre loro modi di pensare e di esprimersi propri degli adulti. E soprattutto non far loro imparare a memoria e ripetere come pappagalli quello che dovranno scoprire da soli.
Il fatto è che tra il trattare prematuramente i bambini da adulti, e mettere tutto a livello del bambino, con il rischio di avere in seguito adulti rimasti bambini, c’è posto per un’educazione equilibrata.
I veri educatori l’hanno sempre praticata, attenti a mettersi alla portata dei giovani, ma senza indebolire un’autorità nel contempo affettuosa e giusta. Il rilassamento attuale dell’autorità dei genitori è indubbiamente, per la nostra civiltà, un temibile pericolo.
Per dei genitori credenti, rinunciare all’autorità che Dio affida loro non è altro che disubbidire alle prescrizioni della Parola di Dio.
E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore. (Efesini 6:4)
Se ami i tuoi figli, non desideri metterli, già da giovani, sotto l’influenza della Parola di Dio?
Non possiamo convertire i nostri figli; la loro fede deve essere una fede personale in Gesù Cristo, conosciuto individualmente, incontrato da ciascuno per proprio conto. Ma abbiamo il compito di prepararli per questo incontro, insegnando loro la sua Parola.
E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; le inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. (Deuteronomio 6:6-7)



