Getsemani

Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Kedron, dove c’era un orto nel quale entrò lui con i suoi discepoli. Or Giuda, che lo tradiva, conosceva anche lui quel luogo, perché molte volte Gesù vi si era ritirato con i suoi discepoli. Giuda dunque, preso un gruppo di soldati e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, venne là con lanterne, torce e armi. Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù il Nazareno». Gesù disse loro: «Io sono!». Or Giuda che lo tradiva era anch’egli con loro. Appena egli disse loro: «Io sono», essi indietreggiarono e caddero a terra. Gesù dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Essi dissero: «Gesù il Nazareno». Gesù rispose: «Vi ho detto che io sono; se dunque cercate me lasciate andare via costoro»; e ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la sfoderò, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio destro; or quel servo si chiamava Malco. Ma Gesù disse a Pietro: «Riponi la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?». (Giovanni 18:1-11)

L’evangelista Giovanni ci descrive Gesù come il glorioso Figlio di Dio. Diversamente da Luca, Giovanni non ci parla di Gesù in preghiera, né dell’angoscia del Getsemani, ma ci mostra solo con quale dignità, ben al di sopra delle circostanze e della bassezza mostratagli dagli uomini, Egli esce da quel giardino.

In quella notte, dei soldati lo attendevano con lanterne torce e armi. A guidarli c’era Giuda, che darà loro nelle mani il suo Maestro tradendolo con un bacio. Gesù sarebbe potuto fuggire lasciando quegli uomini attoniti e confusi, oppure avrebbe potuto farli morire all’istante; ma era venuto per offrirsi in sacrificio e ha compiuto la sua opera fino in fondo.

Egli andò loro incontro chiedendo: “Chi cercate?” Gli risposero: “Gesù il Nasareno”. Gesù rispose loro: “Sono io”. Allora, come annunciato dalle profezie, i soldati indietreggiarono e caddero a terra.

Quando i malvagi, miei nemici ed avversari, mi hanno assalito per divorare la mia carne, essi stessi hanno vacillato e sono caduti. (Salmi 27:2)

Perché non riconoscevano la gloria di colui che stavano arrestando? La sua potenza che li fa cadere a terra e il suo amore che li risparmia, non doveva farli riflettere? Ma erano accecati dall’odio e dalla ribellione contro Dio.

Gesù, determinato nel suo cammino di ubbidienza a Dio suo Padre e pieno d’amore per i suoi discepoli, dichiara: “Se dunque cercate me, lasciate andare questi”. A quel punto, padrone della situazione, Gesù va verso di loro. Non solo gli uomini che lo prendono, ma è lui che si è dato per andare poi su quella croce che lo ha fatto diventare il Salvatore di tutti coloro che credono in Lui.

Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi, e camminate nell’amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave. (Efesini 5:1-2)

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