Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. (Filippesi 4:8)
Potremmo accontentarci di non pensare a nulla di male?
Anzitutto, notiamo che difficilmente si rimane in questa condizione. E poi, teniamo presente che la Scrittura ci propone invece un bel ventaglio di cosa a cui pensare. Oltre alle cose che riguardano i nostri doveri in famiglia e sul lavoro, possiamo pensare alla testimonianza che dobbiamo rendere, al progresso dell’Evangelo, alla nostra vita cristiana, al modo in cui piacere al Signore, al bene dei nostri fratelli e sorelle in fede e di chi ancora non conosce il Signore.
Abbiamo letto in questo versetto “siano oggetto”. E’ una ricerca, un impegno a padroneggiare i nostri pensieri, senza lasciarli vagare qua e là. Notiamo che non ci è detto di pensare alle cose tristi, a ciò che ci preoccupa; quelle cose ci saranno sempre, ma non dovrebbero intasarci la mente perché finirebbero con l’inaridire la nostra vita.
Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. (Matteo 6:25-34)
Questo non significa essere superficiali e leggeri, e quando ci sono dei motivi di tristezza e preoccupazioni lì porteremo al Signore, e il Signore ci aiuterà ad uscirne.
Quando il mio cuore era inacerbito e mi sentivo trafitto internamente, io ero insensato e senza intendimento; davanti a te ero come una bestia. Ma pure io sono sempre con te; tu mi hai preso per la mano destra. Tu mi guiderai col tuo consiglio e poi mi porterai nella gloria. (Salmi 73:21-24)
Mai come in questi momenti ci è preziosa l’esortazione dell’autore della Lettera agli Ebrei a correre “con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù (Ebrei 12:1-2).
All’inizio della giornata, una preghiera, breve ma sentita, può esserci d’aiuto: “Signore, orienta i miei pensieri verso il bene!”



