Un’altra cadde in luoghi rocciosi, dove non c’era molta terra, e subito germogliò perché il terreno non era profondo; ma, levatosi il sole, fu riarso e, perché non aveva radice, si seccò. (Matteo 13:5-6)
Perché il seme gettato su un suolo pietroso germoglia rapidamente? Perché il terreno in superficie si scalda presto al sole e permette una crescita rapida della pianta. Ma questa terra poco spessa, secca anche rapidamente ai primi caldi dell’estate, e la pianta deperisce.
Il suole pietroso raffigura qualcuno che subito riceve l’Evangelo con gioia. E’ disposto ad ascoltare e sembra che faccia progressi rapidi, per lo meno stando alle cose che dice.
Dopo aver ascoltato una predicazione, probabilmente dirà: “L’oratore ha parlato bene; quello che ha detto era molto bello; ritornerò ad ascoltarlo”.
Prende delle buone risoluzioni e decide anche di frequentare delle riunioni cristiane. Ma presto arriva la prova; forse semplicemente qualche scherno dei suoi vecchi amici, si ritira è tutto finito, come il frumento in mezzo ai sassi che secca presto perché non ha radici profonde.
Perché l’impegno cristiano resista alla prova, occorre che la coscienza sia colpita in profondità. La Parola ricevuta con serietà, subito non produce un effetto piacevole, perché ci insegna che siamo peccatori perduti. Quando si acquista la convinzione di essere perduti si prova turbamento, persino angoscia.
Ma la Parola, ci rivela anche Gesù, il Salvatore, lui che ha subito il giudizio del colpevole; e la fede lo riceve con entusiasmo. Allora subentrano la pace e la gioia.
Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». (Giovanni 8:31-32)
Sapendo da che cosa è stato liberato, il credente può sopportare le prove; è radicato nella verità. E’ la sua fede potrà crescere e svilupparsi come una pianta ben nutrita.



