Il Dio vivente e vero

Infatti non solo la parola del Signore è tramite voi risuonata nella Macedonia e nell’Acaia, ma anche la vostra fede che avete verso Dio si è divulgata in ogni luogo, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne, poiché essi stessi raccontano di noi, quale sia stata la nostra venuta tra voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire al Dio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire. (1 Tessalonicesi 1:8-10)

“Dio è morto”. E’ ciò che proclamava Friedrich Nietzsche, il filosofo tedesco ispiratore del nazismo… morto oltre 100 anni fa. Questa bestemmia è stata scritta più di una volta nel maggio 1968 sui muri dei licei e delle università: “Dio è morto”.

Dio avrebbe potuto, con un giudizio improvviso mostrare che Egli era il Dio vivente, il Dio eterno. Invece ha mantenuto il silenzio.

E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». (Matteo 16:16)

In realtà, è vero che Gesù, il Figlio di Dio, è morto, inchiodato ad una croce, circa 2000 anni fa. E’ morto, ma è anche risuscitato e risalito in cielo, dove è ora alla destra di Dio. Grazie al sacrificio del suo Figlio, Dio salva tutti coloro che credono in Lui.

Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione, poiché i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i Greci; ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la follia di Dio è più savia degli uomini e la debolezza di Dio più forte degli uomini. (1 Corinzi 1:21-25)

Quando Gesù era sulla croce, gli uomini del suo tempo l’insultavano e si beffavano di lui come molti uomini fanno oggi. Lo sfidavano!

E coloro che passavano di là lo ingiuriavano scuotendo il capo, e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso; se sei il Figlio di Dio, scendi giù dalla croce!». (Matteo 27:39-40)

Quale follia! Certamente il Signore Gesù avrebbe potuto scendere dalla croce con la stessa facilità con cui uscì dalla tomba tre giorni dopo. Non erano i chiodi che potevano trattenerlo.

Cosa lo tratteneva? Era il suo amore per gli uomini. Aveva accettato di subire al nostro posto il castigo di Dio per i nostri peccati. Voleva strapparci dalla potenza del diavolo e renderci così per sempre felici.

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