Il disprezzo

Ecco, Dio è potente, ma non disprezza alcuno; è potente nella forza della sua sapienza. (Giobbe 36:5)

“Il disprezzo è più quotidiano del pane”, osservava l’umanista algerino Noureddine Aba. C’è un proverbio indiamo che dice: “Il dardo del disprezzo perora la corazza della tartaruga”, e questo mette in evidenza quanto sia grande il male che può fare. E’ il disprezzo del prossimo che porta alla dominazione, all’intolleranza, alle violenze di ogni genere, agli atti di crudeltà.

Nella Bibbia non mancano esempi di uomini sprezzanti, e si tratta sempre di persone nemiche di Dio e ribelli. Golia, il gigante Filisteo che sfidava le truppe schierate degli Israeliti, quando vide venirgli incontro Davide, il giovane scelto dall’Eterno, lo disprezzò di fronte a tutti e si fece beffa di lui.  Ma fu Davide ad avere lpultima parola, riuscendo ad uccidere quel gigante che si credeva invincibile.

Quando il Filisteo si mosse e si fece avanti per andare incontro a Davide, anche Davide corse prontamente verso la linea di battaglia incontro al Filisteo; mise la mano nella sacca, ne trasse fuori una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte; la pietra si conficcò nella fronte ed egli cadde con la faccia a terra. (1 Samuele 17:48-49)

Il disprezzo non è altro che una forma di orgoglio che proviene dal nostro cuore malvagio.

Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, procedono pensieri malvagi, adultéri, fornicazioni, omicidi, furti, cupidigie, malizie, frodi, insolenza, invidia, bestemmia, orgoglio, stoltezza. (Marco 7:21-22)

Per combatterlo pensiamo sempre che ognuno dei nostri simili è un essere creato, come noi, a immagine di Dio, e come tale meritevole del nostro rispetto. Imitiamo il Signore Gesù che si è fatto uomo per avvicinarsi a noi, e che non ha avuto timore di schierarsi dalla parte degli emarginati e di coloro che erano disprezzati.

E avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa, molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con lui e con i suoi discepoli.I farisei, veduto ciò, dissero ai suoi discepoli: «Perché il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». E Gesù, avendo sentito, disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Or andate e imparate che cosa significa: “Io voglio misericordia e non sacrificio”. Perché io non sono venuto per chiamare a ravvedimento i giusti, ma i peccatori». (Matteo 9:10-13)

E non dimentichiamo che:

Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, affinché nessuna carne si glori alla sua presenza. (1 Corinzi 1:26-29)

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *