In quell’istante il gallo cantò

Il rinnegamento di Pietro ci lascia stupefatti, dato l’attaccamento a Gesù e alla promessa fattagli che non l’avrebbe mai rinnegato.

E Pietro a lui: «Quand’anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò». E lo stesso dissero pure tutti i discepoli. (Matteo 26:35)

E’ il caso di prendere anche per noi l’esortazione di Gesù, affinché non entriamo in tentazione.

Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole. (Matteo 26:41)

Anche noi molto spesso, come Pietro, confidiamo troppo in noi stessi e nelle nostre forze, pensiamo di avere una fede grande e, poi, nel momento cruciale, in circostanze avverse, rinneghiamo Gesù… e di li, il senso di colpa.

Quano vi è solo senso di colpa che ci porta a piangere e chiedere perdono è lodevole; ma avvolte succede che c’è di più…

C’è l’allantonamento e, addiritura, il suicidio! Noi siamo degli esseri deboli per natura, quindi i nostri voti, le nostre promesse sono spesso superficiali o fatte in momenti di grande zelo. Siamo un po come bambini… ebbene se siamo come bambini nelle promesse… siamolo anche quando veniamo meno, torniamo al “Padre” piangendo per avere sbagliato, se vogliamo di nuovo un abbraccio e dei baci.

Dio con noi agisce così: ci ama, ci aspetta e ci abbraccia!

Veglia e prega per non entrare in tentazione… ma se sei caduto, non ti scoraggiare, torna al Signore, come una padre, ti aspetta e ti vuole perdonare!

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