Allora Barnaba lo prese e lo condusse dagli apostoli, e raccontò loro come egli, lungo la strada, aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva parlato con franchezza nel nome di Gesù. (Atti 9:27)
Non vi può essere conversione profonda se non si è verificato questo incontro, indiminticabile, col Cristo risuscitato e vivente.
E’ Lui, Gesù, che opera nella mente di ogni peccatore quel dietro front e, quel cambiamento radicale, che segna una svolta decisiva sul cammino. A Paolo avvenne proprio così…
Ed egli disse: «Chi sei, Signore?». E il Signore disse: «Io sono Gesù, che tu perseguiti; ti è duro recalcitrare contro i pungoli». Allora egli, tutto tremante e spaventato, disse: «Signore, che vuoi ch’io faccia?». E il Signore: «Alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare». (Atti 9:5-6)
Notevole la conversione di Paolo, in questo dialogo con il Signore! Egli usciì da Gerusalemme come nemico dei cristiani ed entrò in Damasco che era loro amico. Come era accaduto tutto questo? Per il cammino aveva veduto il Signore e questo era tutto per lui.
Anania dunque andò ed entrò in quella casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo». (Atti 9:17)




