La fedeltà nel servizio

Un giornalista pone alcune domande a una famosa benefattrice, poco prima della sua morte nel Settembre 1997. “Non pensa che ciò che lei ha fatto è un goccia d’acqua in mezzo ad un’immensità di bisogni?” Risposta: “La sola cosa importante è la fedeltà personale”.

Bella lezione! E’ ben vero che non possiamo prendere su di noi tutti i problemi del mondo. Ma ciò che Dio richiede da ciascuno di noi è la fedeltà, è una marcia coerente con la nostra fede; è rispondere al bisogno che è posto davanti a noi.

Non dobbiamo forse riconoscere che troviamo spesso dei pretesti per non fare ciò che è posto davanti a noi? Ci stimiamo sovraccarichi di doveri che riteniamo imperativi, sollecitati da tante urgenze che potrebbero attendere, preoccupati da tanti pensieri talvolta ingiustificati.

Molto spesso, simile al sacerdote o al levita della parabola del “buon Samaritano”, vediamo il nostro prossimo nelle difficoltà, ma “passiamo oltre” poiché questa è la soluzione più facile.

Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada; e lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. (Luca 10:30-32)

Bisogna forse ricordare che “il buon Samaritano” – bella immagine del Signore Gesù Cristo – Ha visto il ferito, si è fermato, si è avvicinato, si è chinato su di lui, l’ha curato e lo ha portato in un luogo sicuro?

Ma un samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe pietà; avvicinatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all’oste e gli disse: “Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno”. (Luca 10:33-35)

Tra i nostri vicini, forse nella nostra chiesa, esistono certamente delle anime ferite dalla vita moderna, che giacciono sul ciglio della strada, incapaci di rialzarsi. Che cosa facciamo per loro?

Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?» Quegli rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va’, e fa’ anche tu la stessa cosa». (Luca 10:36-27)

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *