Coloro che si recano in paesi come la ex Jugoslavia, la Romania o l’Albania dichiarano volentieri: “Andate in quei paesi, vivete qualche giorno con gli abitanti e non dimenticherete mai più lo crudeltà della miseria”. Ma anche più vicino a noi un assistente sociale in una città del nostro Stato, per sua esperienza afferma: “Non potete immaginare la miseria che incontro ogni giorno”.
Rispetto a quella povertà, molti di noi possono ritenersi nell’abbondanza e, se dobbiamo limitarci nell’alimentazione, è di solito perché il medico ci raccomanda di sorvegliare il colesterolo, il diabete o il peso. Dio, ci chiede non solo di ringraziarlo per quest’abbondanza, ma di condividere con quelli che sono meno favoriti.
Questa manifestazione dell’amore cristiano è un privilegio, e può anche fornire l’occasione di parlare del Signore a quelli che, non solo mancano materialmente del necessario, ma anche di vero affetto. Dobbiamo sapere aprire non solo il nostro portafoglio, ma anche il nostro cuore.
E non dimenticate la beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché Dio si compiace di tali sacrifici. (Ebrei 13:16)
Questa gioia di dare, è la gioia di Dio stesso, che ha dato suo Figlio. E desidera condividerla con noi.
Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? (Romani 8:32)




