La grazia salvifica di Dio

Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere. (Tito 2:11-14)

Gesù è nel tempio per rivelare la grazia di Dio ai Giudei che sono lì radunati. Alcuni uomini che conoscono bene la legge conducono davanti a lui una donna sorpresa in flagrante adulterio e l’accusano violentemente.

E Gesù se ne andò al monte degli Ulivi. Ma sul far del giorno tornò di nuovo nel tempio e tutto il popolo venne da lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava. Allora i farisei e gli scribi gli condussero una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, dissero a Gesù: «Maestro, questa donna è stata sorpresa sul fatto, mentre commetteva adulterio. Ora, nella legge Mosè ci ha comandato di lapidare tali donne; ma tu, che ne dici?». Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. Ma Gesù, fingendo di non sentire, chinatosi, scriveva col dito in terra. (Giovanni 8:1-6)

La donna dovrebbe essere lapidata, ma Gesù risponde:

E, come essi continuavano ad interrogarlo, egli si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». (Giovanni 8:7)

Queste parole sono diventate un proverbio e sono spesso impiegate per dimostrare che certi peccati non sono poi così gravi. Ma non è questo il senso del testo del Vangelo. Infatti, quegli uomini stavano tendendo un laccio a Gesù: se era il Messia, pieno di grazia, non poteva condannare quella donna, ma, se non la condannava, non rispettava la legge di Dio e non poteva essere il Messia!

Però è inutile tendere insidie a Gesù, il Figlio di Dio. Egli risponde senza contraddire la legge, dimostrando che quegli uomini non sono qualificati per usarla con lo scopo di condannare gli altri. Non ci sono due applicazioni della legge, una serve per gli altri e una indulgente per se stessi.

Allora tutti, poiché hanno la coscienza carica, escono uno ad uno; e Gesù si trova davanti alla donna e le dice:

Gesù dunque, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». Gesù allora le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più». (Giovanni 8:10-11)

Gesù non vuole dire che il peccato non è grave, tutt’altro; ma afferma di non essere un giudice, almeno in quel momento. Infatti era venuto sulla terra per salvare gli uomini e non per condannarli.

Dopo diede la vita come riscatto per i peccati di quella donna, per i miei e per i tuoi. Abbi dunque fiducia in Gesù e conoscerai la pace del perdono di Dio.

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