La potenza del Figlio di Dio

Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». (Giovanni 11:43-44)

Lazzaro, il fratello di Marta e Maria, riposa in una tomba chiusa da una pesante pietra; portato via in poco tempo da una grave malattia, è già lì da quattro giorni.

Ma ecco che una folla si avvicina e si ferma davanti alla tomba; cosa sta succedendo? In mezzo a tutta quella gene c’è uno che dà l’ordine di togliere la pietra che chiude la tomba. E’ Gesù, un amico della famiglia nel lutto. Mara la sorella del morto, gli dice: “Signore, egli puzza già … ” (Giovanni 11:39). La morte di Lazzaro era dunque certa.

Aperto il sepolcro, il Signore grida ad alta voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. Fra lo stupore di tutti, qualcosa si muove all’interno della tomba. Lazzaro, il morto, si risveglia al suono di quella voce e, ubbidiente alla Sua autorità, esce. Questo racconto, conosciuto da molti, non riguarda forse anche noi? Se un morto è costretto ad ubbidire alla voce di un uomo, chi è duqnue quest’uomo se non il Figlio di Dio, il Principe della vita?

Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori: quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio. (Giovanni 5:28-29)

Davanti ad una grande folla, Gesù ha dunque risuscitato il Suo amico Lazzaro il cui corpo aveva già iniziato a decomporsi. Testimone della potenza del Figlio di Dio, la folla si è tuttavia rivoltata contro di Lui. Passerà poco tempo e tutti reclameranno a gran voce la Sua morte. Gesù Cristo è stato crocifisso. Che orribile crimine! Si è messo a morte il “Principe della vita” (Atti 3:15), si è messa a tacere quella voce potente. Due suoi discepoli trassero giù dalla croce il Suo corpo, “lo avvolsero in fasce con gli aromi” e “deposero Gesù” in una tomba nuova, chiudendone l’ingresso con una grande pietra (Giovanni 19:40-42).

La voce di Dio non avrebbe potuto risuonare per fare uscire Lui dalla tomba, com’era avvenuto per Lazzaro? Non c’è stata nessuna voce, eppure, dopo tre giorni, alcune donne trovano la tomba vuota! La Persona divina che vi era stata deposta non c’era più, il Signore era risuscitato, uscito da solo da quel luogo di morte. Nessuno aveva impartito l’ordine. E’ per la propria potenza che il Signore è uscito dalla morte, come Egli stesso aveva preannunciato: ” … era necessario che il Figlio dell’uomo soffrisse molte cose, fosse respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, fosse ucciso e dopo tre giorni risuscitasse” (Marco 8:31).

Gesù, vincitore della morte, aveva questo potere, dopo aver sacrificato la vita per salvare quelli che credono in Lui. La risurrezione di Gesù proclama un fatto di una portata incalcolabile: la giustizia di Dio è soddisfatta e la morte vinta! Ogni credente può gridare, trionfante: “O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?» Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo” (1 Corinzi 15:55-57).

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