La promessa e l’attesa

Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto. (Luca 24:49)

Gesù Cristo, durante il Suo ministerio terreno, promise a più riprese, l’esperienza gloriosa che consiste nella pienezza di Spirito. La scrittura dichiara che questo battesimo, questa immersione, nello Spirito Santo si riceve semplicemente mediante la fede. Come d’altronde avviene per tutte le promesse divine. L’attesa fiduciosa non rende però passivi, ma ubbidienti e perseveranti.

E assai importante anche il modo nel quale si trascorre il tempo dell’attesa: la semplicità di cuore dei credenti nei giorni precedenti la Pentecoste rimane per noi un bellissimo esempio. I centoventi discepoli, lasciata ogni attività e qualsiasi altra cosa che potesse ostacolare la comunione fraterna, si riunirono nell’aspettativa fiduciosa di ricevere quella potenze celeste messa a loro disposizione. Requisito necessario per fare proprie le parole di Gesù si rivelò l’intesa e l’unità di sentimento, oltre che perseverante ricerca di quella potenza.

Seguiamo tale esempio di predisposizione interiore, per metterci nella stessa condizione in cui possiamo aspettarci in qualsiasi momento un nuovo rivestimento con la potenza dello Spirito di Dio sulla nostra consacrazione cristiana.

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